AI Act: dal 2 agosto le regole per i modelli di uso generale
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Scritto con l'intelligenza artificiale
Dal 2 agosto si applicano gli obblighi dell'AI Act per chi fornisce modelli di uso generale. Codice di buone pratiche, linee guida, chi firma e chi no, e che cosa cambia per chi usa l'AI in azienda.
Da sabato 2 agosto l'AI Act, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, ha fatto un passo importante: sono entrati in applicazione gli obblighi per chi fornisce modelli di uso generale, i grandi modelli su cui si basano gli assistenti che usiamo ogni giorno. Le regole riguardano soprattutto chi i modelli li sviluppa, ma i loro effetti arrivano fino a chi li usa.
Che cos'è un modello di uso generale?
È un modello addestrato su grandi quantità di dati e capace di svolgere compiti molto diversi tra loro: scrivere, riassumere, tradurre, programmare. In pratica i grandi modelli linguistici di oggi. Le linee guida pubblicate dalla Commissione europea il 18 luglio danno un criterio concreto per riconoscerli: sono considerati modelli di uso generale quelli addestrati con una potenza di calcolo superiore a 10^23 operazioni in virgola mobile e capaci di generare linguaggio (testo o audio), oppure immagini o video a partire da un testo.
Le stesse linee guida spiegano chi è «fornitore», che cosa significa immettere un modello sul mercato e quando i modelli rilasciati con licenza libera e open source possono essere esentati da alcuni obblighi, a patto di rispettare condizioni di trasparenza. Obblighi specifici riguardano poi i modelli più avanzati, quelli che possono comportare rischi sistemici.
Che cosa devono fare i fornitori?
Il riferimento pratico è il codice di buone pratiche per l'AI di uso generale, consegnato alla Commissione nella versione finale il 10 luglio. È uno strumento volontario, scritto da 13 esperti indipendenti con il contributo di oltre 1.000 soggetti: fornitori di modelli, piccole e medie imprese, università, esperti di sicurezza, titolari di diritti e società civile. Ha tre capitoli:
- Trasparenza: come documentare il modello e quali informazioni mettere a disposizione;
- Diritto d'autore: come adottare una politica conforme alle norme europee sul copyright;
- Sicurezza: come gestire i rischi sistemici, solo per i pochi fornitori dei modelli più avanzati.
Chi aderisce, secondo la Commissione, avrà meno oneri amministrativi e più certezza giuridica rispetto a chi dimostra la conformità in altri modi.
Chi ha firmato e chi no?
Le adesioni raccontano il clima. Il 30 luglio Google ha annunciato che firmerà, unendosi a OpenAI, Anthropic e Mistral, pur avvertendo per bocca di Kent Walker che l'AI Act e il codice «rischiano di rallentare lo sviluppo e la diffusione dell'AI in Europa». Meta invece ha rifiutato: secondo Joel Kaplan, responsabile degli affari globali, «l'Europa sta prendendo la strada sbagliata sull'AI» e il codice introduce incertezze giuridiche e misure che vanno ben oltre il perimetro della legge.
Quando scattano davvero?
Gli obblighi si applicano dal 2 agosto 2025, ma l'Ufficio europeo per l'AI potrà farli valere un anno dopo per i modelli nuovi e due anni dopo per quelli già presenti: i modelli immessi sul mercato prima del 2 agosto hanno tempo fino al 2 agosto 2027. C'è quindi una transizione, ma la direzione è fissata.
Che cosa cambia per chi usa l'AI in azienda?
Chi usa un modello tramite un assistente o un'API non diventa per questo un fornitore di modelli di uso generale. Ma gli obblighi a monte sono utili anche a valle: i fornitori dovranno documentare i loro modelli e mettere a disposizione informazioni per chi li integra nei propri sistemi. Per un'azienda è l'occasione per fare domande precise e pretendere risposte scritte.
Un prompt da provare quando si valuta un fornitore:
Sei un consulente per la conformità. Ti incollo la documentazione pubblica del modello che usiamo per l'assistenza clienti. Elenca: chi è il fornitore, che cosa dichiara sui dati di addestramento, quali limiti d'uso indica, se ha aderito al codice di buone pratiche europeo. Per ogni punto cita il passaggio esatto. Se un'informazione manca, scrivilo: non dedurla.
Che cosa osservare: se ogni punto ha davvero una citazione e se il modello ammette le lacune invece di riempirle.
Tre consigli operativi:
- censire i modelli in uso: quale fornitore, quale versione, per quali processi;
- conservare la documentazione dei fornitori, versione per versione;
- coinvolgere chi si occupa di conformità fin dalla progettazione, non a sistema finito.
Non è consulenza legale, ma è un buon principio di progetto: un sistema con l'AI è solido quanto la conoscenza dei modelli su cui poggia.
Fonti
- Commissione europea, General-Purpose AI Code of Practice now available, 10 luglio 2025
- Commissione europea, Commission publishes guidelines for providers of general-purpose AI models, 18 luglio 2025
- TechCrunch, Meta refuses to sign EU's AI code of practice, 18 luglio 2025
- Tech.eu, Google to sign EU's AI code of practice, 30 luglio 2025