Modello di uso generale (GPAI)

Detto anche: GPAI, general-purpose AI model, modello di IA per finalità generali, modello per finalità generali

Nell'AI Act, un modello di AI addestrato su grandi quantità di dati e capace di svolgere bene un'ampia gamma di compiti diversi, integrabile in molti sistemi e applicazioni. In inglese general-purpose AI model, in sigla GPAI.

In breve

Che cosa intende l'AI Act?

Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale distingue tra sistemi di AI, cioè applicazioni con uno scopo preciso, e modelli di uso generale: modelli addestrati su grandi quantità di dati, capaci di svolgere compiti molto diversi e di essere integrati in molti prodotti. I grandi modelli linguistici rientrano in questa categoria.

Come si riconosce un modello di uso generale?

Le linee guida della Commissione europea del 18 luglio 2025 danno un criterio indicativo: un modello addestrato con una potenza di calcolo superiore a 10^23 operazioni in virgola mobile e capace di generare linguaggio (testo o audio), oppure immagini o video a partire da un testo. Le stesse linee guida chiariscono chi è il fornitore e quando i modelli con licenza libera e open source possono essere esentati da alcuni obblighi.

Quali obblighi comporta?

Dal 2 agosto 2025 i fornitori devono documentare il modello, mettere informazioni a disposizione di chi lo integra e adottare una politica sul diritto d'autore. Per i modelli più avanzati, che possono comportare rischi sistemici, si aggiungono valutazione e mitigazione dei rischi. L'Ufficio europeo per l'AI potrà far valere le regole dal 2026 per i modelli nuovi e dal 2027 per quelli già sul mercato. Il codice di buone pratiche pubblicato il 10 luglio 2025, volontario, indica come rispettarle.

Riguarda anche chi usa l'AI?

Gli obblighi sono dei fornitori, non di chi usa un assistente o un'API. Ma la documentazione che i fornitori devono produrre è preziosa per le aziende: permette di sapere su quale modello poggia un sistema, con quali limiti dichiarati e con quale politica sui dati.

Esempio pratico

Un'azienda usa un modello linguistico tramite API per smistare le email dei clienti. Non è un fornitore di modelli di uso generale, ma conserva la documentazione pubblicata dal fornitore del modello e annota versione, limiti d'uso dichiarati e adesione al codice di buone pratiche europeo, così da poter rispondere a domande di clienti e revisori.

Differenze con Sistema di AI

Confronto tra Modello di uso generale (GPAI) e Sistema di AI
AspettoModello di uso generale (GPAI)Sistema di AI
Che cos'èIl modello di base, adatto a molti compitiUn'applicazione con uno scopo preciso
EsempioUn grande modello linguisticoUn assistente per lo smistamento dei curriculum costruito su quel modello
Obblighi principaliTrasparenza e diritto d'autore per il fornitore del modelloVariano in base al livello di rischio dell'uso

Domande frequenti

Se uso ChatGPT in azienda divento fornitore di un modello di uso generale?

No. Gli obblighi dell'AI Act sui modelli di uso generale riguardano chi li sviluppa e li immette sul mercato. Chi li usa ha comunque interesse a conoscerne la documentazione.

Il codice di buone pratiche è obbligatorio?

No, è volontario. Chi aderisce può però contare, secondo la Commissione, su meno oneri amministrativi e più certezza giuridica.

Fonti

  1. General-Purpose AI Code of Practice now available (2025)
  2. Commission publishes guidelines for providers of general-purpose AI models (2025)

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