Portable Computer: l'agente di Perplexity che lavora sul tuo computer
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Scritto con l'intelligenza artificiale
Perplexity lancia Portable Computer, la versione locale del suo agente Computer: gira su Nvidia DGX Spark con un modello open source. Contesto compattato, skill e permessi: che cosa cambia per chi scrive prompt.
Martedì 25 agosto Perplexity ha presentato Portable Computer, un agente AI che lavora in locale, sul computer che abbiamo sulla scrivania, invece che nel cloud. Non serve un portatile qualsiasi: per ora il software gira su DGX Spark, il piccolo computer desktop di Nvidia. Ma la direzione è interessante per chiunque usi l'AI con dati che non vuole far uscire dall'azienda.
Da Computer a Portable Computer
Per capire la novità bisogna fare un passo indietro. Il 25 febbraio Perplexity ha lanciato Computer, un «super agente» nel cloud: si descrive il risultato finale (un sito, un report, un insieme di dati) e il sistema divide il lavoro tra sotto agenti specializzati. Come raccontava Semafor, Computer sceglie modelli diversi per compiti diversi: Nano Banana per le immagini, Veo 3.1 per i video, Gemini per la ricerca approfondita, Grok per le ricerche veloci.
Il 12 marzo è arrivata la versione per le aziende. CIO Dive ha descritto Comet Enterprise, il browser con controlli per l'amministratore IT, e Computer for Enterprise, che usa 20 modelli linguistici e si collega a piattaforme come Snowflake e Salesforce. Nella stessa occasione Perplexity ha annunciato Personal Computer, pensato per girare su un Mac mini dedicato. La filosofia era dichiarata: «orchestrare modelli e famiglie diverse è l'unico modo per costruire un sistema abbastanza versatile da gestire il lavoro vero».
Portable Computer porta capacità simili su una macchina locale.
Come funziona
Secondo SiliconANGLE, al lancio l'agente usa il modello open source Qwen 3.8 27B e una sua versione ottimizzata da Perplexity, PPLX 27B. DGX Spark ha una scheda grafica con architettura Blackwell, un processore a 20 core e 128 GB di memoria.
Alcuni dettagli contano per chi progetta i flussi:
- finestra di contesto: il modello accetta 256.000 token, ma Perplexity ha visto che fatica oltre i 100.000. Per questo l'agente riassume automaticamente i prompt troppo lunghi (la cosiddetta compattazione del contesto);
- skill: pacchetti di istruzioni e materiali pronti, per ora dedicati a ricerca online, analisi dei dati e programmazione, più un meccanismo che verifica l'accuratezza delle risposte;
- aiuto dal cloud: se il modello locale non riesce a completare un compito, può chiedere supporto a un modello remoto;
- protezioni: una sandbox limita l'accesso al sistema operativo, le connessioni non autorizzate sono bloccate e l'agente chiede il permesso prima di inviare dati a strumenti esterni come GitHub.
Un prossimo aggiornamento porterà il software sui PC Windows con schede Nvidia RTX e aggiungerà il modello Nemotron 3.5 Lightning.
Che cosa cambia per chi scrive prompt?
Il primo punto è la finestra di contesto. Il numero dichiarato (256.000 token) non coincide con quello utile (circa 100.000). Quando l'agente compatta il contesto, qualcosa si perde, e non sempre sappiamo cosa. La conseguenza pratica: le informazioni decisive non vanno sepolte in un documento lunghissimo, ma messe in un brief breve che il sistema non dovrà mai riassumere.
Il secondo punto sono le skill. Sono, in sostanza, prompt confezionati e riutilizzabili: istruzioni più materiali di supporto. È esattamente il lavoro che da anni chiamiamo progettazione dei prompt, solo che ora diventa un componente del prodotto. Chi saprà scrivere buone skill per il proprio settore avrà un vantaggio concreto.
Un brief da provare con un agente di questo tipo potrebbe essere:
Obiettivo: confronta i tre preventivi nella cartella «Fornitori 2026» e prepara una tabella con prezzo, tempi e condizioni di pagamento. Vincoli: lavora solo sui file della cartella, non inviare dati a servizi esterni. Prima di chiudere elenca le informazioni che non hai trovato. Quando hai finito, fermati e attendi la mia revisione.
Che cosa osservare: se l'agente rispetta il vincolo sui servizi esterni, se segnala davvero i dati mancanti invece di inventarli (il rischio di allucinazione non sparisce in locale) e quando chiede il permesso.
Locale non vuol dire senza regole
Il valore di un agente che lavora in casa è chiaro: i file restano sulla macchina. Ma l'aiuto dal cloud e i collegamenti con strumenti esterni riaprono la questione. Il consiglio operativo è decidere prima, per iscritto, quali dati possono uscire e quali no, e tenere una persona nel ciclo per le azioni che toccano sistemi esterni. Il permesso richiesto dall'agente è utile solo se chi lo concede sa che cosa sta autorizzando.
Fonti
- Semafor, Perplexity launches 'Computer' super agent, 25 febbraio 2026
- CIO Dive, Perplexity aims for the enterprise with AI-enabled browser, tools, 12 marzo 2026
- SiliconANGLE, Perplexity AI launches Portable Computer on-device AI agent, 25 agosto 2026