Comet: Perplexity lancia il browser con l'AI dentro
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Scritto con l'intelligenza artificiale
Perplexity ha lanciato Comet, un browser con un assistente che vede la pagina aperta e agisce per conto dell'utente. Per ora è per pochi, ma sposta il lavoro dal prompt ai permessi.
Il 9 luglio Perplexity ha lanciato Comet, il suo primo browser. Non è un browser con un chatbot appoggiato in un angolo: l'assistente vede la pagina che stiamo leggendo e può muoversi sul web al posto nostro. Per ora lo usano in pochi, ma la direzione è chiara: l'AI non è più un sito da visitare, diventa il luogo in cui si naviga.
Che cosa fa Comet?
Comet ha due anime. La prima è la ricerca: il motore di Perplexity è impostato come predefinito, quindi una domanda scritta nella barra degli indirizzi riceve una risposta sintetica con le fonti, invece del classico elenco di link.
La seconda è Comet Assistant, un agente AI che si apre in un pannello laterale accanto a qualsiasi pagina. Vede ciò che c'è sullo schermo e risponde a domande sul contenuto. Secondo Perplexity può anche riassumere email ed eventi del calendario, gestire le schede aperte e navigare tra le pagine per conto dell'utente.
Chi può provarlo?
Per ora pochi. L'accesso è riservato agli abbonati di Perplexity Max, il piano da 200 dollari al mese, e a un gruppo ristretto di persone in lista d'attesa. Gli inviti agli altri iscritti arriveranno nel corso dell'estate. Una versione di prova era già circolata a giugno tra alcuni utenti Windows.
Perplexity non è sola. The Browser Company ha lanciato a giugno Dia, un altro browser con l'AI integrata, e Perplexity ha detto apertamente di voler comprare Chrome se Google fosse costretta a cederlo. Il motivo è semplice: chi controlla il browser controlla il punto in cui nasce ogni ricerca. L'amministratore delegato Aravind Srinivas ha dichiarato 780 milioni di domande ricevute a maggio 2025.
Funziona davvero?
Le prime prove pubblicate sono prudenti. TechCrunch ha trovato l'assistente utile nei compiti semplici, come riassumere un articolo o rispondere su una pagina, ma in difficoltà con le richieste più articolate, con allucinazioni anche su dettagli importanti come le date. Il recensore segnala anche un punto delicato: per sfruttare l'assistente fino in fondo bisogna concedere a Perplexity un livello di accesso ai propri account che può mettere a disagio.
È la tensione tipica di ogni browser agentico: più l'agente può fare, più dati e permessi gli servono. E un agente che legge pagine web scritte da altri è esposto alla prompt injection, cioè a istruzioni nascoste nei contenuti che cercano di dirottarlo.
Cosa cambia per chi progetta i prompt?
Con un chatbot il contesto lo forniamo noi, copiando e incollando. Con Comet il contesto è la pagina aperta, la casella di posta, le schede del browser. Il lavoro di progettazione si sposta: meno «cosa scrivo», più «cosa affido all'agente e con quali limiti».
Un incarico per un assistente nel browser, da provare su una pagina di condizioni contrattuali, può somigliare a questo:
Leggi questa pagina e riassumi in cinque punti le condizioni di recesso. Non cliccare su nessun link e non compilare moduli. Se un'informazione non è nella pagina, scrivi «non indicato». Per ogni punto riporta la frase della pagina da cui l'hai ricavato.
Che cosa osservare: se l'agente rispetta il divieto di cliccare, se le frasi citate esistono davvero nella pagina, se le date coincidono. Tre accorgimenti aiutano:
- delimitare il campo d'azione: dire esplicitamente che cosa l'agente non deve fare (acquisti, invii, moduli);
- chiedere le prove: ogni affermazione deve rimandare a un punto preciso della pagina, così una data sbagliata salta all'occhio;
- tenere una persona nel ciclo: per email, pagamenti e prenotazioni l'ultima conferma resta umana, secondo il principio dello human in the loop.
Il consiglio operativo è usare questi browser, almeno all'inizio, con un profilo separato, senza gli account di lavoro collegati, e metterli alla prova su compiti di lettura prima che su compiti di azione.
Il browser diventa un ambiente di lavoro
Comet è ancora un prodotto costoso e per pochi, ma indica dove sta andando l'AI: dentro gli strumenti che usiamo ogni giorno, con accesso diretto ai nostri dati. Per chi progetta sistemi con l'AI significa una cosa precisa: il prompt non basta più, bisogna disegnare anche i permessi, i controlli e il punto in cui la persona rientra nel processo.
Fonti
- TechCrunch, Perplexity launches Comet, an AI-powered web browser, 9 luglio 2025
- Engadget, Perplexity's Comet AI browser is available now for $200 per month, 9 luglio 2025