Claude 3.5 Sonnet e gli Artifacts: quando il prompt produce un'applicazione

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Scritto con l'intelligenza artificiale

Con Claude 3.5 Sonnet Anthropic ha introdotto gli Artifacts, una finestra in cui il risultato del prompt diventa un oggetto da vedere e modificare, e poi i Projects. Cosa cambia per chi progetta i prompt.

Il 20 giugno Anthropic ha presentato Claude 3.5 Sonnet e, insieme al modello, una funzione che a prima vista sembra un dettaglio di interfaccia: gli Artifacts. Cinque giorni dopo sono arrivati i Projects. Messe insieme, le due novità cambiano il modo di lavorare con Claude: il risultato di un prompt non è più soltanto un testo da copiare, ma un oggetto che vive accanto alla conversazione e si può modificare.

Che cosa è arrivato il 20 giugno?

Claude 3.5 Sonnet è il primo modello della nuova famiglia 3.5. Secondo Anthropic supera nei test Claude 3 Opus, finora il modello più capace della casa, ed è circa due volte più veloce. Il prezzo via API resta quello di Claude 3 Sonnet: 3 dollari per milione di token in ingresso e 15 in uscita, con una finestra di contesto di 200.000 token. Migliora anche la parte visiva, per esempio nella lettura di grafici e nella trascrizione di testo da immagini imperfette.

Il modello è disponibile gratis su Claude.ai e sull'app per iOS, con limiti più alti per gli abbonati Pro e Team, e via API anche su Amazon Bedrock e Vertex AI di Google Cloud. Per chi lavora in Italia il dettaglio conta: Claude.ai è accessibile dall'Unione europea solo dal 14 maggio.

Artifacts: il prompt che produce un oggetto

Quando la richiesta genera un contenuto sostanzioso (codice, un documento, uno schema, una pagina web), Claude lo apre in una finestra dedicata a fianco della chat. Lì il risultato si vede: una pagina HTML appare già funzionante, un diagramma viene disegnato. E le richieste successive aggiornano quell'oggetto, invece di produrre ogni volta un nuovo blocco di testo.

Sembra poco, ma cambia la natura del lavoro. Finora il prompt produceva una risposta; ora può produrre un piccolo strumento. Un responsabile commerciale senza competenze di sviluppo può scrivere:

Crea un calcolatore interattivo per il preventivo di un corso aziendale: numero di partecipanti, ore, costo orario del docente, sconto del 10% oltre i 20 iscritti. Mostra il totale e il costo per partecipante, con un grafico a barre che confronta tre scenari.

Il risultato atteso è una pagina da provare subito e da correggere a parole: «aggiungi l'IVA», «trasforma lo sconto in un cursore». Cosa osservare: se i calcoli tornano con due o tre casi fatti a mano, e se ogni modifica tocca solo ciò che si è chiesto.

Projects: il contesto diventa un luogo

Il 25 giugno sono arrivati i Projects, per gli abbonati Pro e Team. Un progetto raccoglie conversazioni, documenti e codice in un unico spazio con 200.000 token di contesto, l'equivalente di un libro di circa 500 pagine secondo Anthropic. Soprattutto, ogni progetto ha le sue istruzioni personalizzate: un tono più formale, il punto di vista di un ruolo o di un settore. Nei team si possono condividere le conversazioni migliori nel flusso di attività del progetto. Anthropic precisa che i dati condivisi nei progetti non vengono usati per addestrare i modelli senza consenso esplicito.

È un passo che chi progetta sistemi di prompt aspettava: le istruzioni stabili smettono di essere un testo da incollare all'inizio di ogni chat e diventano una sorta di system prompt del progetto, accanto ai materiali di riferimento.

Cosa cambia per chi progetta i prompt?

Tre conseguenze pratiche.

Un consiglio operativo: prima di aprire un progetto scrivete le istruzioni come un documento a sezioni (chi siamo, per chi scriviamo, cosa evitare, formato delle risposte) e caricate solo i file davvero necessari. Più materiale non significa risposte migliori: un LLM con 200.000 token a disposizione legge tutto, ma pesa tutto, anche le versioni superate di un documento.

Un prototipo, non un prodotto finito

Quello che appare nella finestra resta un prototipo: il codice va rivisto da chi lo metterà in produzione, i numeri vanno controllati, le formule verificate. Ma la distanza tra un'idea e qualcosa da provare si è accorciata di molto. E il lavoro del Prompt Architect si sposta un po' più in là: dalla scrittura delle istruzioni alla progettazione di ciò che quelle istruzioni devono costruire, e del contesto stabile in cui lavorano.

Fonti

#Anthropic Claude