Bard diventa Gemini: cosa cambia per chi lo usa ogni giorno
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Scritto con l'intelligenza artificiale
L'8 febbraio Bard è diventato Gemini e arriva Gemini Advanced con Ultra 1.0, nel piano Google One AI Premium. Cosa cambia per chi lavora in italiano e come decidere se abbonarsi.
Da ieri Bard non esiste più, almeno di nome. L'8 febbraio Google ha annunciato che il suo assistente si chiama ora Gemini, come la famiglia di modelli presentata a dicembre. Insieme al nuovo nome arrivano una versione a pagamento, Gemini Advanced, e un'app per smartphone. Ecco cosa cambia davvero per chi lo usa ogni giorno.
Solo un cambio di nome?
Non del tutto. La versione gratuita, quella che molti di noi usavano come Bard, funziona con il modello Gemini Pro 1.0 ed è disponibile in oltre 40 lingue e in più di 230 paesi e territori. Per chi lo usa in italiano, nel lavoro quotidiano cambia poco: stessa interfaccia, stesse conversazioni, un nome diverso.
La scelta però ha un significato. Google unifica sotto un solo marchio il modello, l'assistente e, presto, le funzioni nelle app di lavoro: Duet AI diventerà Gemini per Workspace. Quando si dice «Gemini», da oggi si può intendere il modello, la chat o l'aiuto dentro Gmail. Conviene abituarsi a specificare.
Che cos'è Gemini Advanced?
È la novità principale. Gemini Advanced dà accesso a Ultra 1.0, il modello più grande e capace di Google. Secondo Google, Ultra 1.0 è il primo modello a superare gli esperti umani su MMLU, un test che copre 57 materie, dalla matematica al diritto alla medicina. Rispetto alla versione gratuita è più forte nei compiti complessi: programmazione, ragionamento logico, istruzioni ricche di sfumature, collaborazione su progetti creativi. Google sottolinea anche che sostiene conversazioni più lunghe e comprende meglio il contesto dei prompt precedenti.
Due dettagli pratici:
- Gemini Advanced è disponibile in più di 150 paesi e territori, ma per ora solo in inglese; altre lingue arriveranno nel tempo;
- si ottiene con il nuovo piano Google One AI Premium, a 19,99 dollari al mese, con due mesi di prova gratuita e i 2 TB di spazio del piano Premium esistente. Gli abbonati potranno presto usare Gemini anche in Gmail, Documenti, Fogli e Presentazioni.
L'app per smartphone parte dagli Stati Uniti, in inglese: su Android come app dedicata, che può prendere il posto dell'Assistente Google, e su iOS dentro l'app Google. Dalla prossima settimana l'arrivo è previsto in altri paesi.
Cosa cambia per i nostri prompt?
Per chi lavora in italiano la prima conseguenza è concreta. Se si vuole provare Ultra 1.0 bisogna scrivere in inglese, almeno per ora. Si può chiedere la risposta in italiano, ma conviene verificare con attenzione la qualità della lingua e non dare per scontato che il risultato sia identico a quello in inglese.
La seconda conseguenza è più profonda. Avere due livelli dello stesso assistente, uno gratuito e uno avanzato, ci obbliga a chiederci quale compito merita quale modello. Una bozza di email non ha bisogno del modello più potente; un'analisi con più vincoli, un ragionamento lungo o un problema di codice forse sì.
Un esempio di prompt che conviene provare su entrambe le versioni, per confrontare i risultati:
You are a senior marketing analyst. Compare these three product descriptions for clarity, persuasiveness and consistency with our brand voice (attached). For each, list strengths, weaknesses and one concrete rewrite suggestion. Reply in Italian, in a table, and flag any claim you cannot verify.
Il prompt fissa un ruolo, i criteri di valutazione, il formato e una richiesta di prudenza sulle affermazioni non verificabili. È proprio quest'ultima parte a ridurre il rischio di allucinazioni, che restano possibili anche con il modello più grande.
Il consiglio operativo
Prima di abbonarsi, conviene costruire un piccolo banco di prova: cinque o sei compiti tipici del proprio lavoro, con lo stesso prompt per ciascuno, da far girare sulla versione gratuita e su quella Advanced durante i due mesi di prova. Si annotano qualità, errori, tempi di correzione. Alla fine si avrà una risposta basata sui fatti, non sulle impressioni.
È lo stesso metodo che vale per ChatGPT Plus, per Copilot Pro e per qualsiasi altro modello linguistico: i nomi cambiano, i piani in abbonamento si moltiplicano, ma un sistema di prompt ben progettato si sposta da uno strumento all'altro. Il valore sta nel progetto, non nel marchio.
Fonti
- Google, The next chapter of our Gemini era, 8 febbraio 2024
- Google, Bard becomes Gemini: Try Ultra 1.0 and a new mobile app today, 8 febbraio 2024