AI Act in vigore dal 1° agosto: il calendario degli obblighi

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Scritto con l'intelligenza artificiale

Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale entra in vigore il 1° agosto, ma gli obblighi arrivano a scaglioni fino al 2027. Le date da segnare e l'obbligo che riguarda chiunque usi l'AI al lavoro: l'alfabetizzazione.

Domani, 1° agosto, entra in vigore il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, l'AI Act. È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione il 12 luglio come Regolamento (UE) 2024/1689 e diventa legge venti giorni dopo. Entrare in vigore, però, non significa applicarsi subito: gli obblighi arrivano a scaglioni, nell'arco di tre anni.

Che cos'è, in due parole?

È un regolamento, non una direttiva: come dice il testo, è «obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri», senza bisogno di leggi nazionali di recepimento. La logica è basata sul rischio: alcune pratiche sono vietate, alcuni sistemi sono classificati ad alto rischio e devono rispettare requisiti stringenti, altri hanno solo obblighi di trasparenza. Un capitolo a parte riguarda i modelli di IA per finalità generali, cioè i grandi LLM su cui si basano ChatGPT, Claude o Gemini.

Il regolamento distingue tra chi sviluppa un sistema (il fornitore) e chi lo usa «sotto la sua autorità» in un'attività professionale: il «deployer». Un'azienda che usa un assistente AI nel lavoro quotidiano rientra nella seconda categoria.

Il calendario, data per data

L'articolo 113 fissa le tappe:

Le sanzioni arrivano fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate, e fino a 15 milioni o al 3% per gran parte degli altri obblighi.

L'articolo 4 riguarda tutti

La scadenza più vicina è anche quella che tocca più aziende. L'articolo 4 chiede a fornitori e deployer di adottare misure per garantire «nella misura del possibile un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di IA» del proprio personale e di chi usa i sistemi per loro conto. Il regolamento definisce l'alfabetizzazione come le competenze e le conoscenze che permettono un uso informato dei sistemi e la consapevolezza delle «opportunità e dei rischi dell'IA».

Dal 2 febbraio 2025, quindi, non basta più che qualcuno in azienda «sappia usare ChatGPT». Serve che chi lo usa conosca i limiti dello strumento: le allucinazioni, i dati che non vanno inseriti, i casi in cui una persona deve controllare il risultato prima che produca effetti (human in the loop).

Cosa fare da adesso

Sei mesi passano in fretta. Alcuni passi concreti:

Sei l'assistente virtuale di [azienda]. All'inizio di ogni conversazione presentati come sistema di intelligenza artificiale e indica come contattare una persona del servizio clienti.

È qui che il lavoro del Prompt Architect incontra la norma: progettare l'AI come un sistema non è più solo una buona pratica, diventa il modo più semplice per dimostrare di usarla in modo consapevole.

Fonti

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