Work Trend Index 2024: l'AI al lavoro arriva prima delle regole aziendali
· 4 min di lettura
Scritto con l'intelligenza artificiale
Secondo il Work Trend Index 2024 di Microsoft e LinkedIn il 75% dei lavoratori della conoscenza usa l'AI e il 78% porta i propri strumenti. Le aziende inseguono: come trasformare il «bring your own AI» in un sistema.
L'AI è già entrata negli uffici, solo che molte aziende non se ne sono accorte. È il messaggio del Work Trend Index 2024, pubblicato l'8 maggio da Microsoft e, per la prima volta, da LinkedIn. Il rapporto si basa su un'indagine tra 31.000 persone in 31 paesi, sui dati di LinkedIn su lavoro e assunzioni e su migliaia di miliardi di segnali d'uso di Microsoft 365.
Il titolo della ricerca riassume bene la situazione: l'AI al lavoro è qui, adesso viene la parte difficile.
Quanto si usa davvero l'AI al lavoro?
Tre lavoratori della conoscenza su quattro (75%) usano già l'AI generativa nel proprio lavoro. Lo fanno per risparmiare tempo, per essere più creativi, per concentrarsi sulle attività importanti. I dirigenti sono d'accordo sul principio: il 79% ritiene l'adozione dell'AI decisiva per restare competitivi.
Ma il 60% degli stessi dirigenti teme che la propria azienda non abbia una visione e un piano per introdurla, e il 59% non sa come misurarne i benefici sulla produttività. Il risultato è uno scarto: le persone corrono, l'organizzazione resta ferma.
Che cos'è il «bring your own AI»?
Il 78% di chi usa l'AI al lavoro porta i propri strumenti, senza che l'azienda li abbia forniti. Il rapporto lo chiama BYOAI, «bring your own AI», e nelle piccole e medie imprese la quota sale all'80%. Non è un fenomeno solo dei più giovani: riguarda tutte le generazioni.
C'è poi un dato che dice molto sul clima. Il 52% di chi usa l'AI è restio ad ammettere di usarla per i compiti più importanti, e il 53% teme che farlo lo faccia sembrare sostituibile. L'AI si usa, ma di nascosto.
Il rapporto ricorda il rischio: in questo modo si perdono i benefici di un uso strategico e si espongono i dati aziendali, proprio mentre la sicurezza informatica e la tutela dei dati sono la prima preoccupazione dei dirigenti per l'anno in corso.
Perché la formazione non sta arrivando?
Due terzi dei dirigenti dicono che non assumerebbero una persona senza competenze di AI. Eppure solo il 39% degli utenti ha ricevuto una formazione dalla propria azienda. Così le persone si arrangiano: LinkedIn registra un numero di iscritti che aggiungono al profilo competenze come Copilot e ChatGPT moltiplicato per 142, e un aumento del 160% dei professionisti non tecnici che seguono corsi di LinkedIn Learning sull'AI.
Il rapporto descrive anche i «power user», chi usa l'AI in modo intenso: risparmiano oltre 30 minuti al giorno. E lavorano in aziende diverse dalle altre: hanno il 61% di probabilità in più di aver sentito l'amministratore delegato parlare dell'importanza dell'AI generativa e il 35% in più di aver ricevuto una formazione specifica per il proprio ruolo.
Microsoft lo dice in modo esplicito: parlare con l'AI è più difficile di quanto sembri, e la casella del prompt è la nuova pagina bianca. Non sapere da dove cominciare è il primo ostacolo.
Dalle iniziative personali a un sistema
Il BYOAI è la prova che l'interesse c'è. Il compito di un'azienda non è spegnerlo ma incanalarlo. Dal punto di vista del Prompt Architect, questo significa quattro cose concrete:
- Una regola chiara sui dati. Quali informazioni si possono inserire in uno strumento personale, quali solo in uno aziendale, quali mai. Poche righe, scritte e condivise.
- Strumenti ufficiali. Se l'azienda non offre un'alternativa, le persone continueranno a usare la propria.
- Una raccolta di prompt testati. I power user hanno già trovato ciò che funziona: trasformare le loro scoperte in modelli condivisi è il modo più rapido per alzare il livello di tutti.
- Revisione umana dove conta. Ogni flusso che produce documenti per clienti o decisioni deve prevedere un controllo umano esplicito.
Un esempio di prompt aziendale ben progettato, da usare come modello comune:
Sei l'assistente dell'ufficio acquisti. Riceverai il testo di un'offerta di un fornitore. Estrai prezzo, condizioni di pagamento, tempi di consegna e penali in una tabella. Non inserire dati che non sono nel testo. Alla fine elenca le clausole che richiedono la verifica dell'ufficio legale.
Un prompt così non dipende dalla bravura del singolo: si può insegnare, migliorare e controllare.
La parte difficile
Il Work Trend Index fotografa un momento preciso: l'adozione non è più il problema, la governance sì. Chi oggi lavora con l'AI senza regole non sta sbagliando: sta solo anticipando l'azienda. Tocca all'organizzazione raggiungerlo, con un metodo che trasformi tante abilità individuali in un sistema.
Fonti
- Microsoft, Microsoft and LinkedIn release the 2024 Work Trend Index on the state of AI at work, 8 maggio 2024
- Microsoft WorkLab, AI at Work Is Here. Now Comes the Hard Part, 8 maggio 2024