Ricercare con Perplexity: un metodo di lavoro con le fonti in vista

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Scritto con l'intelligenza artificiale

Pages, la nuova Pro Search e il programma per gli editori rendono Perplexity uno strumento di ricerca con le fonti sempre visibili. Un metodo in cinque passaggi per usarlo bene e verificare ciò che risponde.

Chi usa l'AI per lavoro conosce il problema: la risposta è convincente, ma da dove viene? Perplexity ha costruito il suo prodotto su questa domanda: ogni risposta cita le fonti, numerate e cliccabili. Nelle ultime settimane sono arrivate tre novità che, messe in fila, permettono di usarla non come un oracolo ma come uno strumento di metodo.

Tre novità in tre mesi

L'ultima notizia sembra riguardare solo gli editori, ma interessa chi fa ricerca: un motore di risposte vale quanto le fonti a cui attinge.

Un metodo in cinque passaggi

Le fonti in vista non bastano: bisogna lavorarci. Ecco un metodo che si può insegnare a un team.

1. Definire domanda e perimetro. Prima di cercare, scrivete che cosa volete sapere, per quale periodo, in quale paese e da quali tipi di fonte. Per esempio:

Quali obblighi di formazione sull'intelligenza artificiale prevede il regolamento europeo per le aziende che usano chatbot? Usa solo fonti istituzionali europee e italiane e testate giornalistiche pubblicate dal 2024. Per ogni affermazione indica la fonte.

2. Scegliere la modalità giusta. La ricerca veloce va bene per un dato puntuale. Per domande composte («confronta», «quali differenze», «quali conseguenze») serve Pro Search, che scompone il problema.

3. Aprire le fonti. Per le due o tre affermazioni su cui si basa la vostra decisione, aprite la fonte citata e controllate che dica davvero ciò che la risposta le attribuisce. Le allucinazioni non spariscono perché c'è un link: il modello può leggere male una fonte corretta, o citarne una che parla d'altro.

4. Fare domande di controllo. «Quali fonti dicono il contrario?», «Che cosa non è ancora chiaro su questo tema?», «Quale di queste informazioni è la più recente?». Sono domande che spostano l'AI dalla conferma alla verifica.

5. Consolidare solo alla fine. Pages è pensata per presentare una ricerca a un collega o a un cliente, ma è un passaggio di forma, non di verifica. Si usa dopo aver controllato, non al posto del controllo.

Perché le fonti visibili sono una questione di progettazione

Quello che fa Perplexity è, in sostanza, una RAG resa visibile: prima recupera documenti dal web, poi genera la risposta a partire da quelli. La qualità della risposta dipende quindi da due cose: che cosa viene recuperato e come viene sintetizzato. Sulla prima il prompt ha più potere di quanto si pensi: indicare tipi di fonte, periodo e lingua cambia il materiale su cui il modello lavora.

Per un Prompt Architect il passo successivo è scrivere le regole una volta sola. Un breve documento di «regole di ricerca» condiviso nel team (quali fonti accettiamo, come le citiamo, che cosa facciamo quando due fonti non sono d'accordo, quante ne verifichiamo a mano) rende i risultati confrontabili tra persone diverse. È la differenza tra una buona ricerca fatta per caso e un metodo che regge anche quando cambia chi la fa.

Fonti

#Perplexity e Comet